Appare consolidato il trend che vede le aziende di tutto
il mondo cercare di focalizzare i propri investimenti sui
processi centrali e delegare sempre piu' all'esterno i
processi ritenuti non-core. E' quanto emerge da uno studio
Gartner, che mette in luce come, nonostante il protrarsi
della crisi economica, i processi di Bpo, ovvero business
process outsourcing, continuino a crescere in modo
stabile. Per l'anno in corso l'analista ipotizza una
crescita del mercato mondiale del Bpo del 10,5%, per un
valore di 122 miliardi di dollari rispetto i 110 miliardi
di dollari del 2002.
"Le grandi organizzazioni hanno, per prime, adottato il
Bpo per esternalizzare una vasta gamma di servizi, come,
ad esempio, le buste paghe online, la gestione degli
ordini e i processi di transazione online" ha dichiarato
Rebecca Scholl, analista Gartner.
Il Nord America da solo rappresentera' il 57% di questo
mercato ma, i tempi non propriamente positivi, hanno
portato anche le grandi aziende dell'Europa occidentale a
considerare il Bpo come uno strumento per abbassare i
costi e in grado di permettere una revisione critica delle
proprie attivita' interne. La crescita in questa area
geografica sara' del 10,9%, per un valore di 27 miliardi
di dollari nel 2003. In Europa, l'outsourcing di servizi
finanziari e' gia' largamente usato, pero' anche altre
aziende si stanno interessando a nuove applicazioni del
Bpo. Ad esempio, la customer interaction, ovvero
l'interazione con il cliente per la gestione della
domanda, sta dimostrando di funzionare in particolar modo
nell'industria dei servizi e delle telecomunicazioni. |